Dopo settimane di attesa è arrivato il decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca che autorizza l’avvio dell’XI ciclo dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.
Si tratta del percorso universitario indispensabile per conseguire la specializzazione sul sostegno e rappresenta uno dei passaggi più attesi da migliaia di aspiranti docenti.
Il decreto conferma un contingente complessivo di 30.241 posti, distribuiti tra i diversi ordini di scuola secondo il fabbisogno nazionale individuato dal Ministero.

Quando si svolgeranno le prove
Il calendario nazionale delle prove preselettive è già definito.
Le selezioni si svolgeranno dal 14 al 17 luglio, con un giorno dedicato a ciascun grado scolastico secondo il calendario fissato dal decreto ministeriale.
Successivamente ogni università pubblicherà il proprio bando indicando:
- modalità di iscrizione;
- contributo di partecipazione;
- numero di posti assegnati all’ateneo;
- sedi delle prove;
- eventuali scadenze aggiuntive.
Oltre 30 mila posti disponibili
Il contingente nazionale autorizzato è pari a 30.241 posti.
La distribuzione riguarda:
- scuola dell’infanzia;
- scuola primaria;
- scuola secondaria di primo e secondo grado
Adesso tocca alle università
La pubblicazione del decreto non conclude la procedura.
Ogni università dovrà infatti pubblicare il proprio bando con:
- numero dei posti autorizzati;
- modalità di presentazione della domanda;
- calendario dettagliato;
- costi di iscrizione;
- indicazioni organizzative.
Per questo motivo è fondamentale monitorare costantemente il sito dell’ateneo presso il quale si intende presentare domanda.
Cosa devono fare i candidati

Chi è interessato al TFA Sostegno XI ciclo dovrebbe:
verificare il possesso dei requisiti di accesso;
controllare quotidianamente il sito dell’università scelta;
prepararsi alle prove preselettive, scritte e orali;
rispettare le scadenze che saranno indicate nei bandi dei singoli atenei.
La posizione della UIL Scuola
Da tempo la UIL Scuola richiama la necessità di programmare i percorsi di specializzazione in modo coerente con il reale fabbisogno delle scuole, evitando squilibri tra numero di specializzati e posti effettivamente disponibili. L’obiettivo resta garantire continuità didattica agli alunni con disabilità e offrire ai docenti percorsi di formazione realmente collegati alle esigenze del sistema scolastico.
